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Contenuti fatti in serie: parliamo di content bot

Cosa pensereste se i romanzi che leggete, le notizie e gli articoli fossero scritti da macchine e non più persone?

Fa paura a rifletterci attentamente, ma non si tratta di fantascienza. La realtà è che esistono programmi capaci di sostituire l’uomo, almeno in parte, nella creazione di contenuti. Vi abbiamo già parlato dei CHATBOT in grado di formulare risposte e conversazioni in tempo reale, interfacciandosi con gli utenti. Ecco, non sono le sole intelligenze artificiali operative nel campo della comunicazione online.

Ormai da qualche tempo le aziende di software hanno sviluppato e stanno implementando strumenti in grado di scrivere contenuti, impostare lavori che l’uomo riuscirebbe a realizzare in più giorni, e addirittura tenere in piedi piccole rubriche presenti sulle testate giornalistiche.

Si tratta dei Content Bot!

Letteralmente Content Bot significa creazione di contenuto da parte di un robot, sono una evoluzione della scrittura, alcuni ritengono addirittura il futuro della comunicazione digitale. Certamente, in determinati campi, sono in grado di far fruttare notevoli guadagni a fronte di un dispendio di tempo e risorse molto minore.

CARATTERISTICHE DEI CONTENT BOT

Tre sono i termini capaci di identificare e racchiudere le caratteristiche dei Content Bot:

  • Narrazioni intelligenti
  • Tecnologia di storytelling automatizzato
  • Linguaggio naturale

Difficile accettare che una macchina sia capace di fare ciò che contraddistingue gli scrittori, i giornalisti e chi produce contenuti. Purtroppo la tecnologia sta raggiungendo un livello di perfezione elevato, ma perfezione artificiale non vuol dire necessariamente la fine di quello che c’era prima.

L’idea è quella di arrivare ad una buona base di collaborazione, in modo che il ruolo della macchina sia quello di facilitare l’uomo che ha dalla sua parte capacità quali creatività, fantasia ed esperienza.

QUALCHE ESEMPIO DI CONTENT BOT

Ma come facciamo a capire se a scrivere è un robot oppure un essere umano?

Il tratto distintivo, ad oggi, è la tipologia di contenuti realizzati. Prendiamo ad esempio il noto Washington Post che con il suo Heliograf, ovvero una piattaforma di storytelling automatizzato, ha creato quasi 850 storie. A ben guardare, però, non si tratta di vere e proprie storie, bensì brevi informazioni o agende dedicate agli eventi.

Ma il Washington Post, esattamente come l’Associated Press con il suo Wordsmith, hanno anticipato quello che potrebbe diventare un utilizzo molto utile dei robot all’interno di redazioni e agenzie di stampa: occuparsi dei lavori ripetitivi che portano via tempo, per lasciare ai giornalisti tutta la parte relativa all’approfondimento, cronaca e analisi delle notizie.

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